
GIAIME E LUIGI PINTOR | Agire in modo utile – Lezione recitata
testo di Leonardo Casalino, in scena Marco Gobetti
2012 – riallestimento 2026 – Lo stagno di Goethe ETS, in collaborazione con Centro studi Piero Gobetti e Unione culturale Franco Antonicelli
Sabato 24 ottobre 2026, h 20.30 | Ingresso libero con possibilità di offerte
Polo del 900, Piazzetta Franco Antonicelli, Torino
nell’ambito della giornata “Alzare lo sguardo. Abitare il conflitto”
Nella lezione recitata “GIAIME E LUIGI PINTOR | Agire in modo utile” si evoca la vicenda dei due fratelli Giaime e Luigi Pintor e si fanno dialogare i loro testi, per affrontare temi importanti come la politica, il comunismo, la guerra, l’impegno intellettuale e il ruolo e lo spazio del dolore nella vita pubblica e privata. Un percorso appassionante attraverso le vicende del Novecento e la storia della sinistra italiana e mondiale. Ne emerge una pratica del dissenso e del conflitto politico fondata sul rigore intellettuale e civile e sulla convinzione che, malgrado tutte le difficoltà, “agire insieme” sia l’unico modo per reinventare la vita, opponendosi a un potere politico e finanziario che vorrebbe negarla definitivamente.
La lezione recitata su Giaime e Luigi Pintor si interroga in primo luogo sul valore essenziale che la scelta di impegnarsi nella Resistenza ebbe nelle loro vite. Per Giaime, soprattutto, fu una rottura radicale – a soli 21 anni – con le abitudini del passato e l’inizio di una nuova fase del suo impegno politico e intellettuale, carica di promesse ma purtroppo interrotta dalla tragica morte durante la sua prima azione partigiana. Fece però in tempo a lasciare al fratello minore, Luigi, una lettera in cui spiegava come la guerra avesse stravolto la sua vita e lo avesse costretto a entrare in conflitto con un mondo ormai insostenibile, mettendo in gioco anche la propria esistenza.
Quella lettera-testamento influenzò profondamente la vita di Luigi: dapprima la scelta di entrare nella Resistenza romana, poi, dopo il 1945, le diverse esperienze che visse come giornalista dell’Unità e dirigente politico del PCI, la fondazione del gruppo politico del Manifesto e del suo giornale, fino all’impegno letterario degli ultimi anni. Luigi Pintor pubblicò quattro brevi romanzi, nei quali con la straordinaria qualità della sua scrittura lasciava trasparire un senso tragico della vita mai separato, però, dalla passione per l’impegno politico e dalla lotta per la difesa dei diritti dei più deboli.
