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SUMMARY:IL RATTO DELLE SABINE: LE RADICI DI UNA VIOLENZA - Scambio di sapere
DESCRIPTION:Questo evento fa parte di SCAMBIARE SAPERI – opificio culturale diffuso – II edizione 2026 \nLa partecipazione è gratuita\, con possibilità di offerte libere a sostegno del progetto. \n  \nRagionamento pubblico sulle radici della violenza di genere\, a partire dal mito del ratto delle Sabine. Un racconto antico diventa occasione per riflettere sul patriarcato\, sui rapporti di potere e sulle dinamiche sociali che ancora oggi condizionano la vita delle donne e degli uomini. È anche un momento di creazione pubblica\, in cui l’autrice della futura lezione recitata omonima organizza e mette in relazione pensieri\, materiali e suggestioni\, condividendone con il\npubblico il processo di elaborazione.\n\nAlle origini di Roma\, dopo il fratricidio\, la storiografia racconta un episodio di violenza\, il ratto delle sabine. Con un inganno\, i giovani romani rapiscono e violentano le giovani donne del popolo sabino: segue una guerra\, un patto tra i due popoli e la pace. E le donne? Anche le donne hanno un ruolo in questo evento. Il ratto delle Sabine può essere considerato un mito fondativo volto a spiegare le origini delle usanze nuziali attraverso la ritualizzazione di un’azione violenta: il rapimento prefigura\nla norma dei matrimoni esogamici – ovvero unioni contratte al di fuori della sfera di parentela o del clan di appartenenza – e il matrimonio sostituisce la promiscuità sessuale\, cristallizzando i modelli comportamentali di uomini e donne nella società. Tale episodio può inoltre essere letto come l’archetipo della violenza di genere\, destinato a rimanere un paradigma di violenza sostanzialmente impunita. Intorno a questo episodio\, è possibile raccogliere molte riflessioni sulla natura del patriarcato\, sul ruolo subordinato delle donne nella famiglia e nella società\, non soltanto nel mondo antico ma soprattutto oggi: un fil rouge lega le sabine a tante giovani donne sposate contro la loro volontà\, a tante donne la cui voce viene spenta. E i sovranismi che sembrano conquistare il mondo alimentano modelli di società tradizionali\, con ruoli femminili irrigiditi all’interno della vecchia cornice casa-famiglia. \nSILVIA GIORCELLI BERSANI è professoressa ordinaria di Storia romana presso il Dipartimento di Studi Storici dell’Università degli Studi di Torino\, dove insegna Storia romana nei corsi di laurea triennale e magistrale ed Epigrafia latina. La sua attività scientifica si concentra principalmente sulla storia politica\, sociale e culturale del mondo romano\, con particolare attenzione all’età imperiale\, nonché sullo studio delle iscrizioni latine come fonti fondamentali per la ricostruzione storica.\nNel corso della sua carriera accademica ha svolto numerose attività di ricerca e ha ricoperto diversi incarichi istituzionali all’interno dell’Università degli Studi di Torino. È autrice di numerosi saggi e pubblicazioni scientifiche dedicate alla storia romana\, all’epigrafia latina e alla ricezione del mondo antico. La professoressa Giorcelli Bersani partecipa regolarmente a convegni\, seminari e iniziative di divulgazione culturale\, contribuendo alla diffusione degli studi sul mondo antico presso il pubblico specialistico e non specialistico. È inoltre coinvolta in importanti progetti di ricerca nazionali\, tra cui\nil progetto PRIN 2022 #EtiamEgo\, del quale è principal investigator. La sua attività si inserisce in una più ampia rete di collaborazione con istituzioni accademiche e culturali italiane\, tra cui l’Accademia delle Scienze di Torino\, di cui è socia. Per il suo ruolo di docente\, ricercatrice e divulgatrice\, Silvia Giorcelli Bersani rappresenta una figura di riferimento nel campo della storia romana e dell’epigrafia latina in Italia.
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CATEGORIES:SCAMBIARE SAPERI - opificio culturale diffuso - II ed. 2026
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SUMMARY:DONNE SENZA SCAMPO: dalla tratta alla prostituzione forzata - scambio di sapere
DESCRIPTION:Questo evento fa parte di SCAMBIARE SAPERI – opificio culturale diffuso – II edizione 2026 \nLa partecipazione è gratuita\, con possibilità di offerte libere a sostegno del progetto. \n  \nScambio di sapere con Marie-Jeanne Balagizi e Alberto Mossino \nPrima dello spettacolo Le mondine fan la storia\, (h 21.00) uno scambio di sapere dedicato alla condizione\ndelle donne\, alle forme dello sfruttamento e ai percorsi di emancipazione che attraversano la storia\nfino al presente.\nL’incontro prende avvio da una domanda: che cosa significa parlare oggi di diritti femminili\, se\nnon si tiene conto delle conquiste ottenute dalle donne che ci hanno precedute e delle\ndisuguaglianze che ancora persistono? \nL’abbinamento tra i due momenti (scambio di sapere e spettacolo) nasce dal desiderio di costruire uno sguardo articolato\nsulla storia dei diritti delle donne: uno sguardo sul presente che non dimentichi le conquiste del passato e che sappia riconoscere\, nelle lotte di ieri\, strumenti e responsabilità per affrontare le ingiustizie di oggi. \nNon si tratta di sovrapporre esperienze storiche diverse\, ma di metterle in dialogo. Da una parte\, la memoria delle lotte operaie e femminili; dall’altra\, l’esperienza concreta di chi oggi lavora per proteggere le persone vittime di tratta e per accompagnarle verso l’autonomia. Il confronto permetterà di interrogarsi sulle continuità e sulle differenze tra le forme dello sfruttamento\, sui diritti conquistati e su quelli ancora da difendere\, sul valore della solidarietà e sulla responsabilità delle istituzioni e della società.\nA guidare questo dialogo saranno Marie-Jeanne Balagizi\, giurista\, mediatrice interculturale e attivista impegnata nella promozione dei diritti umani e nell’empowerment delle donne africane in Italia\, e Alberto Mossino\, tra i fondatori e figura di riferimento di PIAM ETS\, organizzazione attiva nella tutela delle persone migranti e nel contrasto alla tratta degli esseri umani.\nLe loro voci porteranno nel dibattito competenze\, esperienze e punti di vista diversi ma complementari: la prospettiva delle donne migranti e dell’attivismo\, quella dell’intervento sociale e della costruzione di percorsi di protezione e autodeterminazione.\n \nMARIE-JEANNE BALAGIZI è una figura di spicco nel panorama dell’attivismo e della mediazione interculturale in Italia\, riconosciuta per il suo impegno costante nella promozione dei diritti umani e nell’empowerment femminile. Laureata in Giurisprudenza\, svolge un ruolo centrale come fondatrice e coordinatrice del Forum delle Donne Africane Italiane e dell’associazione delle donne africane in Italia\, lavorando attivamente per contrastare pregiudizi e favorire l’integrazione. Ricopre l’incarico di ambasciatrice europea della Rete delle donne dell’Africa francofona e dalla sua partecipazione a\ndibattiti di rilevanza politica e sociale\, in cui porta la voce delle donne migranti per una società più equa. Grazie alla sua competenza come mediatrice culturale e al suo riconosciuto percorso di resilienza\, collabora con istituzioni e testate nazionali\, distinguendosi come autorevole punto di riferimento per le politiche di inclusione e la difesa della dignità umana. \nALBERTO MOSSINO è una figura di riferimento nel settore sociale e dell’inclusione\, legata alla nascita e allo sviluppo di PIAM Onlus — oggi PIAM ETS —\, organizzazione impegnata nella tutela delle persone migranti e nel contrasto alla tratta degli esseri umani. Attraverso il suo ruolo nell’associazione\, ha contribuito alla progettazione di percorsi di accoglienza\, protezione e\nautonomia rivolti soprattutto a donne vittime di sfruttamento e a persone in condizioni di vulnerabilità.\nLa sua attività si colloca all’incrocio tra intervento sociale\, diritti umani\, mediazione culturale e politiche di integrazione. Nel corso degli anni ha operato in rapporto con istituzioni pubbliche\, servizi territoriali e realtà del terzo settore\, promuovendo modelli di inclusione fondati sulla dignità e sull’autodeterminazione. L’esperienza maturata con PIAM lo qualifica come una voce autorevole nel panorama nazionale dell’accoglienza e della lotta alla tratta. La sua azione ha inoltre contribuito a\nrafforzare ad Asti e in Piemonte una rete territoriale specializzata nella protezione delle persone vulnerabili. \n  \nEvento in collaborazione con PIAM Onlus e Comune di Casalborgone
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SUMMARY:LE MONDINE FAN LA STORIA - spettacolo
DESCRIPTION:Questo evento fa parte di SCAMBIARE SAPERI – opificio culturale diffuso – II edizione 2026 \nLa partecipazione è gratuita\, con possibilità di offerte libere a sostegno del progetto. \ntesto di Marco Gobetti\ncon\nMarco Gobetti\, attore\nNatalie Lithwick\, mezzosoprano\nStefano Beltrami\, violoncello\nmusiche originali e scelta dei canti di Marco Emanuele\nimmagini dipinte di Arianna Abbondati\nassistenza tecnica di Rui Albert Padul\ncon suggestioni dalle ricerche storiche di Sergio Negri \n  \nLe mondine furono donne sottoposte a condizioni di lavoro durissime\, ma capaci di riconoscersi come parte di una comunità\, di costruire solidarietà e di organizzarsi collettivamente. La conquista delle otto ore lavorative\, ottenuta centovent’anni fa\, fu il\nrisultato di una lotta condotta da lavoratrici consapevoli della propria forza e della necessità di unirsi ad altre lavoratrici e lavoratori.\nQuella storia di sfruttamento e di riscatto costituisce il punto di partenza per uno sguardo rivolto al presente: alle donne migranti\, alla tratta degli esseri umani\, alla prostituzione forzata e alle molte forme di ricatto e violenza che possono privare una persona della libertà\, della dignità e della possibilità di scegliere il proprio futuro. \nLe mondine fan la storia attraverso parola\, musica\, canto e immagini\, evoca  la lotta delle mondine per le otto ore lavorative e la nascita di una coscienza collettiva. \nPrima dello spettacolo alle h 17.00 si terrà lo scambio di sapere: Donne senza scampo: dalla tratta alla prostituzione forzata\,  dedicato alla condizione delle donne\, alle forme dello sfruttamento e ai percorsi di emancipazione che attraversano la storia\nfino al presente.\nL’incontro prende avvio da una domanda: che cosa significa parlare oggi di diritti femminili\, se non si tiene conto delle conquiste ottenute dalle donne che ci hanno precedute e delle disuguaglianze che ancora persistono? \nL’abbinamento tra i due momenti (scambio di sapere e spettacolo) nasce dal desiderio di costruire uno sguardo articolato\nsulla storia dei diritti delle donne: uno sguardo sul presente che non dimentichi le conquiste del passato e che sappia riconoscere\, nelle lotte di ieri\, strumenti e responsabilità per affrontare le ingiustizie di oggi. \n  \n  \nEvento in collaborazione con Piam Onlus e Comune di Casalborgone
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