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SUMMARY:PROPRIO BACCO - Laboratorio di pittura con Arianna Abbondati
DESCRIPTION:Presso Sala Camilla Serafino\, via Roma 9 \nQuesto evento fa parte di SCAMBIARE SAPERI – opificio culturale diffuso – II edizione 2026 \nEvento gratuito su prenotazione\, con possibilità di offerte libere a sostegno del Festival. \n \nEtà partecipanti: 13+ | Numero minimo: 4 / Numero massimo: 10 \nDurata: h. 9.30-16.30 \n \n  \nUn laboratorio aperto a tutte e tutti\, con o senza esperienza pittorica\, per avvicinarsi alla pittura attraverso l’osservazione\, la pratica e la libertà di sperimentare. \nIl percorso prende avvio da uno “scambio di saperi”: Arianna Abbondati racconterà il proprio modo di lavorare\, le scelte tecniche e poetiche che guidano la sua pittura\, confrontandosi con i desideri\, le curiosità e le competenze dei partecipanti. Non si tratterà di seguire un modello rigido\, ma di costruire insieme un’esperienza maieutica\, capace di far emergere la sensibilità e lo sguardo personali di ciascuno. \nIl punto di partenza sarà il celebre Bacco di Caravaggio\, osservato nei suoi dettagli\, nella composizione\, nella luce e nel rapporto tra figura\, oggetti e spazio. Ogni partecipante potrà cimentarsi nella propria copia personale dell’opera\, utilizzandola come esercizio di osservazione e di tecnica\, oppure reinterpretarla in modo più libero e contemporaneo. Sarà inoltre possibile “interpretare” Bacco mettendosi in scena come soggetto del proprio dipinto\, trasformando l’esperienza in un gioco di autorappresentazione\, immedesimazione e invenzione. \nDurante il laboratorio ciascuno potrà scegliere tra diverse modalità di espressione e materiali\, in base alle proprie inclinazioni e curiosità: dall’acquerello al disegno\, fino alla sperimentazione del vino come materia pittorica e colore. L’obiettivo non è raggiungere una riproduzione perfetta\, ma acquisire fiducia nel fare\, imparare a guardare con attenzione e trovare un proprio modo di restituire forme\, volumi\, colori\, espressioni e atmosfere. \nLa pratica sarà accompagnata da indicazioni tecniche e da un confronto costante: si lavorerà sul chiaroscuro\, sulla costruzione delle figure\, sulla resa delle superfici e sull’equilibrio della composizione\, lasciando però spazio all’errore\, all’intuizione e alla sorpresa. Il laboratorio invita così a riscoprire la pittura come esperienza concreta e sensibile\, fatta di tempo\, attenzione e piacere della materia. \nAttraverso la figura di Bacco\, il percorso richiama la sacralità dell’arte e\, insieme\, la dimensione conviviale\, terrena e simbolica del vino: il corpo\, il desiderio\, l’abbondanza\, il travestimento\, il gioco e la trasformazione. Ogni dipinto potrà diventare una personale variazione sul tema\, un’immagine di sé o una libera interpretazione di ciò che Bacco rappresenta. A guidare il laboratorio sarà Arianna Abbondati\, pittrice che lavora prevalentemente a olio su tela. La sua ricerca comprende ritratti\, studi di nudo\, figure di musicisti\, interni domestici e soggetti ispirati alla scultura classica e all’iconografia sacra. La sua pratica si fonda sull’uso delle velature e su un controllo accurato del chiaroscuro\, attraverso cui modella i volumi e definisce la presenza dei soggetti. La sua esperienza sarà messa a disposizione dei partecipanti non come insieme di regole da applicare rigidamente\, ma come occasione per condividere strumenti\, domande e possibilità. \nPROPRIO BACCO è dunque un invito a guardare\, provare e reinterpretare: un laboratorio per chi desidera dipingere\, disegnare o semplicemente avvicinarsi all’arte con curiosità\, in un clima libero e partecipato. \n  \n  \nARIANNA ABBONDATI è una pittrice che lavora prevalentemente a olio su tela. Il corpus delle sue opere annovera ritratti\, studi di nudo\, rappresentazioni di musicisti e interni domestici\, con occasionali riferimenti alla scultura classica e a soggetti sacri. \nLa sua pratica tecnica si basa sull’uso dell’olio con velature e su un controllo accurato del chiaroscuro per modellare i volumi; presta particolare attenzione alla resa delle texture — capelli\, tessuti\, legno e superfici lucide — e alla precisione anatomica nelle figure. \nLavora su tele di formati vari\, sia in composizioni verticali sia orizzontali\, alternando tavole a cromia ridotta e opere a colorito più ampio. Tra le attività svolte figurano la produzione di opere originali in olio e la realizzazione di dipinti su commissione\, con propensione a progetti figurativi e alla partecipazione a mostre ed esposizioni tematiche. \nL’olio su tela Senti le rane\, realizzato per lo spettacolo “Le mondine fan la storia”\, è esposto presso la Camera del Lavoro di Vercelli sino a dicembre 2026\, in occasione del 120° anniversario della conquista delle otto ore da parte delle mondine e della nascita della Confederazione Generale del Lavoro (CGdL) – dal 1944 Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL).
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LOCATION:Sala Camilla Serafino – Albugnano\, via Roma\, 9\, Albugnano (AT)\, 14022\, Italy
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SUMMARY:LINGUAGGI DI VEZZOLANO. Dall'accoglienza ai visitatori nuove sfide per il turismo culturale e non solo - scambio di sapere
DESCRIPTION:Presso Enoteca Regionale di Albugnano\, via Roma 9 \nQuesto evento fa parte di SCAMBIARE SAPERI – opificio culturale diffuso – II edizione 2026 \nLa partecipazione è gratuita\, con possibilità di offerte libere a sostegno del progetto. \n  \nDario Rei ragiona pubblicamente sul cambio dei formati di comunicazione e le loro conseguenze sul turismo\, la memoria e l’interpretazione dei beni culturali\, con particolare attenzione alle\nesperienze di accoglienza nella Rete Romanica di Collina intorno a Vezzolano. Lo scambio di Rei vuole anche essere un punto di partenza per riflettere sulle potenzialità dei linguaggi autentici in\nun’epoca di epistemia diffusa e crescente e per arginare e correggere l’illusoria conoscenza. \nNel dettaglio\, Dario Rei analizza il patrimonio culturale e paesaggistico di Vezzolano\, proponendo una riflessione sul ruolo della conoscenza\, dell’accoglienza e del turismo culturale. Il patrimonio non comprende soltanto monumenti e opere d’arte\, ma anche il paesaggio\, la storia\, la natura\, le tradizioni\, i dialetti e le memorie delle comunità. In questa prospettiva\, l’abbazia di Vezzolano non\npuò essere separata dal territorio circostante\, dalla conca collinare e dai segni materiali e immateriali che ne hanno costruito l’identità.\nRei sottolinea l’importanza della partecipazione collettiva: la tutela e la valorizzazione non devono essere affidate esclusivamente alle istituzioni o agli esperti\, ma devono coinvolgere una vera\n“comunità di patrimonio”\, composta da abitanti\, operatori e visitatori. Per rendere il patrimonio comprensibile è necessario elaborare linguaggi efficaci\, capaci di mediare tra competenze diverse\ne di considerare le esperienze culturali dei visitatori. In questo senso\, la comunicazione digitale e i social network offrono nuove possibilità\, ma comportano anche il rischio di diffondere informazioni superficiali o non verificate.\nVezzolano viene poi interpretata attraverso la storia\, l’immaginario e i simboli dell’architettura: gli affreschi\, le opere artistiche\, la luce e l’orientamento della chiesa testimoniano il rapporto tra fede\, cosmologia e cultura medievale. Infine\, si evidenzia la necessità di considerare l’intero paesaggio della zona\, con i suoi boschi\, vigneti\, borghi\, sentieri e patrimoni immateriali. Il turismo culturale dovrebbe quindi superare la fruizione occasionale e diventare uno strumento di consapevolezza\, responsabilità e progettazione del futuro\, evitando sia la conservazione passiva sia lo sfruttamento turistico disordinato. \nDARIO REI  è uno studioso e saggista torinese. Dopo essersi laureato in Storia moderna\, ha insegnato Sociologia e Politica sociale all’Università di Torino\, dove ha anche collaborato con il\nDipartimento di Culture\, Politica e Società. Nel corso della sua attività si è occupato soprattutto del rapporto tra società\, territorio e patrimonio culturale\, con particolare attenzione al paesaggio\, alla memoria collettiva e all’identità delle comunità locali. Una parte importante dei suoi studi è dedicata al Monferrato e\, in particolare\, all’Abbazia di Vezzolano. Rei considera questo luogo non soltanto come un monumento storico e artistico\, ma come il centro di un territorio più ampio\, fatto di paesaggi\, tradizioni\, persone e memorie. In questo senso\, la sua attività unisce la ricerca sociologica alla volontà di valorizzare e proteggere il patrimonio culturale. È inoltre socio dell’associazione Frutteto di Vezzolano\, impegnata nella conoscenza e nella tutela del territorio.\nTra le sue pubblicazioni e i suoi interventi si possono ricordare Visioni di Vezzolano\, dedicato alla storia\, all’arte e al significato culturale dell’abbazia\, e Ecco il Monferrato secondo Dario Rei\, nel\nquale presenta il Monferrato come un territorio ricco di storia\, paesaggi e identità locali. Ha inoltre partecipato a riflessioni e ricerche legate al volume Terra incognita. Storie e memorie fra Astigiano e Torinese. Attraverso questi lavori\, Dario Rei invita a osservare il territorio in modo più consapevole\, evitando di considerarlo soltanto come una meta turistica e riconoscendone invece il valore storico\, sociale e umano. \n  \n 
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SUMMARY:RESTITUZIONE POETICA con le/gli Ospiti delle Strutture Residenziali di Gruppo Zaffiro
DESCRIPTION:Presso Enoteca Regionale di Albugnano\, via Roma 9 \nQuesto evento fa parte di SCAMBIARE SAPERI – opificio culturale diffuso – II edizione 2026 \nLa partecipazione è gratuita\, con possibilità di offerte libere a sostegno del progetto. \nRESTITUZIONE POETICA con le/gli Ospiti delle Strutture Residenziali Castello\, Tonino Monaco\, Il Maestrale\, Santi Pietro e Paolo (Zaffiro Healthcare s.r.l.) \nPoesie scritte e recitate dalle/i residenti di Strutture Sanitarie del territorio portano al pubblico un vissuto autentico e necessario\, trasformando la loro ispirazione\, il loro sentire e il loro sapere profondo in linguaggio condiviso. Attraverso la parola poetica\, le esperienze individuali diventano occasione di ascolto\, incontro e riconoscimento reciproco\, aprendo uno spazio di dialogo tra la comunità delle residenze e il pubblico. La restituzione non è soltanto un momento finale\, ma un atto di condivisione capace di dare valore alle voci dei residenti e di restituire alla cittadinanza la ricchezza di sguardi\, sensibilità e immaginari spesso invisibili. Un’esperienza in cui la poesia si fa strumento di relazione\, cura e partecipazione\, trasformando il vissuto personale in patrimonio comune.
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