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SUMMARY:RSA: Rimasta sei Accanto – restituzione aperta a tutte/i
DESCRIPTION:Presso Enoteca Regionale di Albugnano\, via Roma 9 \nQuesto evento fa parte di SCAMBIARE SAPERI – opificio culturale diffuso – II edizione 2026 \nLa partecipazione a questa fase del progetto è aperta a tutte/i.\nLa partecipazione è gratuita\, con possibilità di offerte libere a sostegno del progetto.\nLe informazioni sulle fasi precedenti del progetto si trovano in questa pagina e nel calendario dei Prossimi Eventi \n  \nDialogo\, guidato da un’antropologa\, dedicato a ospiti\, loro famigliari e operatori e operatrici della RSA Il Giglio di Albugnano. Questa restituzione fa parte dell’azione di divulgazione antropologica sugli archetipi nel nostro immaginario\, a partire da interviste e attività realizzate dall’antropologa Anna Delfina Arcostanzo alle/gli ospiti della Rsa Il Giglio di Albugnano. \nIl dialogo ruota intorno alla figura della mamma\, alla sua immagine archetipica e sulla sua capacità di imprimersi per sempre nella memoria\, nell’immaginario e nella storia di ciascun individuo\, nasce dalla volontà di dare corpo a quanto emerso nel corso dello Scambio di Saperi condotto da Marco Gobetti il 18 novembre 2025 presso la RSA di Albugnano. \nIn quella occasione\, lo scambio è stato registrato: i saperi e le conoscenze raccontate dagli ospiti sono un materiale ricchissimo in cui sono rintracciabili riferimenti a professioni\, saperi\, ruoli sociali\, eventi politici e storici\, sistemi relazionali\, tradizioni. Tuttavia\, ad essere emerso come il tratto comune a questi racconti così diversi tra loro è qualcosa che sorprende e che non ha a che vedere con i saperi o le professioni che ne erano oggetto. In ognuno vi è la traccia indelebile di una presenza: quella della mamma. Ciascuno finisce per parlarne\, a distanza di decenni dalla sua scomparsa. Una presenza che permea la memoria\, il racconto di sé\, che nutre per sempre\, evidentemente\, e a distanza di decenni dal suo ruolo generativo primario\, l’identità e l’immaginario. \nIl progetto “RSA: Rimasta Sei Accanto” prevede\, quindi\, un ritorno alla casa di riposo di Albugnano per un lavoro di approfondimento (in questo caso\, a condurre le interviste sarà un’antropologa)\, per una raccolta di quelle storie di vita e di quelle autobiografie riconosciute\, oggi\, come uno strumento imprescindibile per le discipline antropologiche ma che\, soprattutto\, sono e rimangono il patrimonio di una comunità\, una ricchezza che chiede di essere valorizzata e condivisa. \nQuesta è la seconda di tre restituzioni dedicate e modulate sul pubblico via via incontrato: \n04/12/2026 Ore 10:30\nCastelnuovo Don Bosco\, IIS Andriano\nper studenti e studentesse dell’Istituto Andriano di Castelnuovo Don Bosco\, corso “Servizi per la sanità e l’assistenza sociale” \n05/12/2026 Ore 16:30\nAlbugnano\, Residenza Il Giglio\nper i residenti in struttura con i loro familiari ed operatrici ed operatori della struttura \n05/12/2026 Ore 21.00\nAlbugnano\, Enoteca Regionale dell’Albugnano\, Via Roma 9\naperto a cittadini/e di tutte le età \n  \nIl lavoro in casa di riposo e la sua restituzione pubblica si rivelano dunque efficaci su un duplice\npiano: da una parte restituiscono all’anziano una percezione soggettivamente valorizzabile e\noggettivamente valorizzata; dall’altra\, poiché il dialogo pubblico “esce” volutamente dalla casa di\nriposo e dalla cerchia dei suoi protagonisti\, poiché incontra la comunità tutta\, ottiene un effetto non\nsecondario\, ovvero quello di sollecitare nella collettività un ri-valorizzare la figura dell’anziano e una\nmaggiore integrazione della Rsa nella vita e nello spazio cittadino.\nIl progetto “RSA: Rimasta Sei Accanto” porta fuori dalla casa di riposo le storie e le persone\nche vi trascorrono la fase delicata di una lunga esperienza di vita\, invita e interroga chi sta\nfuori sulla natura di una relazione primaria\, quella con la mamma (e non solo su quello)\,\nsfonda il muro di cinta che rende stagna la tenuta di una separazione\, quella tra l’anziano e\nil resto della società\, tanto arbitraria quanto svantaggiosa per tutti. \n  \nANNA DELFINA ARCOSTANZO\, classe 1975\, è antropologa\, autrice\, traduttrice\, formatrice e operatrice culturale\, con esperienza maturata in ambito nazionale e internazionale.\nHa conseguito la laurea in Lettere Classiche presso l’Università degli Studi di Torino\, discutendo una tesi in Antropologia culturale. Ha svolto attività di ricerca sul campo in Burkina Faso e frequentato il dottorato in Antropologia Sociale presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi.\nNel 2013 ha conseguito il Master universitario di secondo livello in Peace Building Management presso la Pontificia Facoltà Teologica “San Bonaventura” di Roma\, in collaborazione con Europa2010 e Croce Rossa Italiana. Nello stesso anno ha ottenuto dalla Croce Rossa Italiana il titolo di Consigliere Qualificato per l’applicazione del Diritto Internazionale Umanitario nei conflitti armati e nelle operazioni di risposta alle crisi. Nell’ambito del Master in Peace Building Management ha inoltre svolto attività di docenza presso la Pontificia Università “San Bonaventura”.\nCome libera professionista svolge consulenze e collaborazioni per enti pubblici\, società private\, scuole\, università\, associazioni e istituzioni culturali\, nel campo delle scienze sociali e umane applicate. Si occupa in particolare di ricerca territoriale e studi di terreno\, consultazione e animazione delle comunità locali\, sondaggi\, analisi del capitale sociale\, report di sostenibilità e processi partecipativi.\nPromuove la diffusione di un approccio riflessivo all’analisi della contemporaneità\, attraverso il concetto di “geopolitica riflessiva”\, teorizzato nel volume Noi\, gli Occidentali. Spunti per una geopolitica riflessiva\, nello specchio della Françafrique. È autrice di saggi e contributi pubblicati da editori quali DeriveApprodi\, Edizioni SEB27 e Sintesi Dialettica\, dedicati a conflitti\, frontiere\, migrazioni e geopolitica riflessiva.\nDal 2006 collabora con la casa editrice Einaudi come traduttrice di opere di storia\, antropologia\, geopolitica\, arte e scienze umane e sociali. Parallelamente lavora nel teatro come attrice\, formatrice e drammaturga\, sia in ambito sociale —\ncon scuole\, comunità e istituzioni — sia nell’ambito della produzione artistica. Si occupa inoltre di\ndivulgazione culturale e formazione\,collaborando con enti pubblici\, associazioni e istituzioni culturali\ndi rilievo nazionale.
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SUMMARY:RSA: Rimasta sei accanto - restituzione per ospiti\, famigliari e operatori
DESCRIPTION:Presso RSA Il Giglio – via Colombaro\, 4\, Albugnano \nQuesto evento fa parte di SCAMBIARE SAPERI – opificio culturale diffuso – II edizione 2026 \nLa partecipazione a questa fase del progetto è riservata a ospiti\, loro famigliari e operatori e operatrici della RSA Il Giglio.\nSeguirà in orario serale (h 21.00) un’altra restituzione aperta a tutto il pubblico presso l’Enoteca di Albugnano; le informazioni si trovano in questa pagina e nel calendario dei Prossimi Eventi \n  \nDialogo\, guidato da un’antropologa\, dedicato a ospiti\, loro famigliari e operatori e operatrici della RSA Il Giglio di Albugnano. Questa restituzione fa parte dell’azione di divulgazione antropologica sugli archetipi nel nostro immaginario\, a partire da interviste e attività realizzate dall’antropologa Anna Delfina Arcostanzo alle/gli ospiti della Rsa Il Giglio di Albugnano. \nIl dialogo ruota intorno alla figura della mamma\, alla sua immagine archetipica e sulla sua capacità di imprimersi per sempre nella memoria\, nell’immaginario e nella storia di ciascun individuo\, nasce dalla volontà di dare corpo a quanto emerso nel corso dello Scambio di Saperi condotto da Marco Gobetti il 18 novembre 2025 presso la RSA di Albugnano. \nIn quella occasione\, lo scambio è stato registrato: i saperi e le conoscenze raccontate dagli ospiti sono un materiale ricchissimo in cui sono rintracciabili riferimenti a professioni\, saperi\, ruoli sociali\, eventi politici e storici\, sistemi relazionali\, tradizioni. Tuttavia\, ad essere emerso come il tratto comune a questi racconti così diversi tra loro è qualcosa che sorprende e che non ha a che vedere con i saperi o le professioni che ne erano oggetto. In ognuno vi è la traccia indelebile di una presenza: quella della mamma. Ciascuno finisce per parlarne\, a distanza di decenni dalla sua scomparsa. Una presenza che permea la memoria\, il racconto di sé\, che nutre per sempre\, evidentemente\, e a distanza di decenni dal suo ruolo generativo primario\, l’identità e l’immaginario. \nIl progetto “RSA: Rimasta Sei Accanto” prevede\, quindi\, un ritorno alla casa di riposo di Albugnano per un lavoro di approfondimento (in questo caso\, a condurre le interviste sarà un’antropologa)\, per una raccolta di quelle storie di vita e di quelle autobiografie riconosciute\, oggi\, come uno strumento imprescindibile per le discipline antropologiche ma che\, soprattutto\, sono e rimangono il patrimonio di una comunità\, una ricchezza che chiede di essere valorizzata e condivisa. \nQuesta è la seconda di tre restituzioni dedicate e modulate sul pubblico via via incontrato: \n04/12/2026 Ore 10:30\nCastelnuovo Don Bosco\, IIS Andriano\nper studenti e studentesse dell’Istituto Andriano di Castelnuovo Don Bosco\, corso “Servizi per la sanità e l’assistenza sociale” \n05/12/2026 Ore 16:30\nAlbugnano\, Residenza Il Giglio\nper i residenti in struttura con i loro familiari ed operatrici ed operatori della struttura \n05/12/2026 Ore 21.00\nAlbugnano\, Enoteca Regionale dell’Albugnano\, Via Roma 9\naperto a cittadini/e di tutte le età \n  \nIl lavoro in casa di riposo e la sua restituzione pubblica si rivelano dunque efficaci su un duplice\npiano: da una parte restituiscono all’anziano una percezione soggettivamente valorizzabile e\noggettivamente valorizzata; dall’altra\, poiché il dialogo pubblico “esce” volutamente dalla casa di\nriposo e dalla cerchia dei suoi protagonisti\, poiché incontra la comunità tutta\, ottiene un effetto non\nsecondario\, ovvero quello di sollecitare nella collettività un ri-valorizzare la figura dell’anziano e una\nmaggiore integrazione della Rsa nella vita e nello spazio cittadino.\nIl progetto “RSA: Rimasta Sei Accanto” porta fuori dalla casa di riposo le storie e le persone\nche vi trascorrono la fase delicata di una lunga esperienza di vita\, invita e interroga chi sta\nfuori sulla natura di una relazione primaria\, quella con la mamma (e non solo su quello)\,\nsfonda il muro di cinta che rende stagna la tenuta di una separazione\, quella tra l’anziano e\nil resto della società\, tanto arbitraria quanto svantaggiosa per tutti. \n  \nANNA DELFINA ARCOSTANZO\, classe 1975\, è antropologa\, autrice\, traduttrice\, formatrice e operatrice culturale\, con esperienza maturata in ambito nazionale e internazionale.\nHa conseguito la laurea in Lettere Classiche presso l’Università degli Studi di Torino\, discutendo una tesi in Antropologia culturale. Ha svolto attività di ricerca sul campo in Burkina Faso e frequentato il dottorato in Antropologia Sociale presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi.\nNel 2013 ha conseguito il Master universitario di secondo livello in Peace Building Management presso la Pontificia Facoltà Teologica “San Bonaventura” di Roma\, in collaborazione con Europa2010 e Croce Rossa Italiana. Nello stesso anno ha ottenuto dalla Croce Rossa Italiana il titolo di Consigliere Qualificato per l’applicazione del Diritto Internazionale Umanitario nei conflitti armati e nelle operazioni di risposta alle crisi. Nell’ambito del Master in Peace Building Management ha inoltre svolto attività di docenza presso la Pontificia Università “San Bonaventura”.\nCome libera professionista svolge consulenze e collaborazioni per enti pubblici\, società private\, scuole\, università\, associazioni e istituzioni culturali\, nel campo delle scienze sociali e umane applicate. Si occupa in particolare di ricerca territoriale e studi di terreno\, consultazione e animazione delle comunità locali\, sondaggi\, analisi del capitale sociale\, report di sostenibilità e processi partecipativi.\nPromuove la diffusione di un approccio riflessivo all’analisi della contemporaneità\, attraverso il concetto di “geopolitica riflessiva”\, teorizzato nel volume Noi\, gli Occidentali. Spunti per una geopolitica riflessiva\, nello specchio della Françafrique. È autrice di saggi e contributi pubblicati da editori quali DeriveApprodi\, Edizioni SEB27 e Sintesi Dialettica\, dedicati a conflitti\, frontiere\, migrazioni e geopolitica riflessiva.\nDal 2006 collabora con la casa editrice Einaudi come traduttrice di opere di storia\, antropologia\, geopolitica\, arte e scienze umane e sociali. Parallelamente lavora nel teatro come attrice\, formatrice e drammaturga\, sia in ambito sociale —\ncon scuole\, comunità e istituzioni — sia nell’ambito della produzione artistica. Si occupa inoltre di\ndivulgazione culturale e formazione\,collaborando con enti pubblici\, associazioni e istituzioni culturali\ndi rilievo nazionale.
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SUMMARY:RSA: Rimasta sei Accanto - restituzione per studenti e studentesse
DESCRIPTION:Presso IIS Andriano\, via S. Giovanni\, 52\, Castelnuovo Don Bosco \nQuesto evento fa parte di SCAMBIARE SAPERI – opificio culturale diffuso – II edizione 2026 \nLa partecipazione a questa fase del progetto è riservata a studentesse e studenti dell’IIS Andriano.\nSeguiranno nei giorni 4 e 5 dicembre altre restituzioni aperte a un pubblico più ampio\, tutte le informazioni si trovano in questa pagina e nel calendario dei Prossimi Eventi \n  \nDialogo\, guidato da un’antropologa\, dedicato agli studenti e studentesse dell’Istituto Andriano di Castelnuovo\nDon Bosco. Questa restituzione fa parte dell’azione di divulgazione antropologica sugli archetipi nel nostro immaginario\, a partire da interviste e attività realizzate dall’antropologa Anna Delfina Arcostanzo alle/gli ospiti della Rsa Il Giglio di Albugnano. \nIl dialogo ruota intorno alla figura della mamma\, alla sua immagine archetipica e sulla sua capacità di imprimersi per sempre nella memoria\, nell’immaginario e nella storia di ciascun individuo\, nasce dalla volontà di dare corpo a quanto emerso nel corso dello Scambio di Saperi condotto da Marco Gobetti il 18 novembre 2025 presso la RSA di Albugnano. \nIn quella occasione\, lo scambio è stato registrato: i saperi e le conoscenze raccontate dagli ospiti sono un materiale ricchissimo in cui sono rintracciabili riferimenti a professioni\, saperi\, ruoli sociali\, eventi politici e storici\, sistemi relazionali\, tradizioni. Tuttavia\, ad essere emerso come il tratto comune a questi racconti così diversi tra loro è qualcosa che sorprende e che non ha a che vedere con i saperi o le professioni che ne erano oggetto. In ognuno vi è la traccia indelebile di una presenza: quella della mamma. Ciascuno finisce per parlarne\, a distanza di decenni dalla sua scomparsa. Una presenza che permea la memoria\, il racconto di sé\, che nutre per sempre\, evidentemente\, e a distanza di decenni dal suo ruolo generativo primario\, l’identità e l’immaginario. \nIl progetto “RSA: Rimasta Sei Accanto” prevede\, quindi\, un ritorno alla casa di riposo di Albugnano per un lavoro di approfondimento (in questo caso\, a condurre le interviste sarà un’antropologa)\, per una raccolta di quelle storie di vita e di quelle autobiografie riconosciute\, oggi\, come uno strumento imprescindibile per le discipline antropologiche ma che\, soprattutto\, sono e rimangono il patrimonio di una comunità\, una ricchezza che chiede di essere valorizzata e condivisa. \nQuesta è la prima di tre restituzioni dedicate e modulate sul pubblico via via incontrato: \n04/12/2026 Ore 10:30\nCastelnuovo Don Bosco\, IIS Andriano\nper studenti e studentesse dell’Istituto Andriano di Castelnuovo Don Bosco\, corso “Servizi per la sanità e l’assistenza sociale” \n05/12/2026 Ore 16:30\nAlbugnano\, Residenza Il Giglio\nper i residenti in struttura con i loro familiari ed operatrici ed operatori della struttura \n05/12/2026 Ore 21.00\nAlbugnano\, Enoteca Regionale dell’Albugnano\, Via Roma 9\naperto a cittadini/e di tutte le età \n  \nIl lavoro in casa di riposo e la sua restituzione pubblica si rivelano dunque efficaci su un duplice\npiano: da una parte restituiscono all’anziano una percezione soggettivamente valorizzabile e\noggettivamente valorizzata; dall’altra\, poiché il dialogo pubblico “esce” volutamente dalla casa di\nriposo e dalla cerchia dei suoi protagonisti\, poiché incontra la comunità tutta\, ottiene un effetto non\nsecondario\, ovvero quello di sollecitare nella collettività un ri-valorizzare la figura dell’anziano e una\nmaggiore integrazione della Rsa nella vita e nello spazio cittadino.\nIl progetto “RSA: Rimasta Sei Accanto” porta fuori dalla casa di riposo le storie e le persone\nche vi trascorrono la fase delicata di una lunga esperienza di vita\, invita e interroga chi sta\nfuori sulla natura di una relazione primaria\, quella con la mamma (e non solo su quello)\,\nsfonda il muro di cinta che rende stagna la tenuta di una separazione\, quella tra l’anziano e\nil resto della società\, tanto arbitraria quanto svantaggiosa per tutti. \n  \nANNA DELFINA ARCOSTANZO\, classe 1975\, è antropologa\, autrice\, traduttrice\, formatrice e operatrice culturale\, con esperienza maturata in ambito nazionale e internazionale.\nHa conseguito la laurea in Lettere Classiche presso l’Università degli Studi di Torino\, discutendo una tesi in Antropologia culturale. Ha svolto attività di ricerca sul campo in Burkina Faso e frequentato il dottorato in Antropologia Sociale presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi.\nNel 2013 ha conseguito il Master universitario di secondo livello in Peace Building Management presso la Pontificia Facoltà Teologica “San Bonaventura” di Roma\, in collaborazione con Europa2010 e Croce Rossa Italiana. Nello stesso anno ha ottenuto dalla Croce Rossa Italiana il titolo di Consigliere Qualificato per l’applicazione del Diritto Internazionale Umanitario nei conflitti armati e nelle operazioni di risposta alle crisi. Nell’ambito del Master in Peace Building Management ha inoltre svolto attività di docenza presso la Pontificia Università “San Bonaventura”.\nCome libera professionista svolge consulenze e collaborazioni per enti pubblici\, società private\, scuole\, università\, associazioni e istituzioni culturali\, nel campo delle scienze sociali e umane applicate. Si occupa in particolare di ricerca territoriale e studi di terreno\, consultazione e animazione delle comunità locali\, sondaggi\, analisi del capitale sociale\, report di sostenibilità e processi partecipativi.\nPromuove la diffusione di un approccio riflessivo all’analisi della contemporaneità\, attraverso il concetto di “geopolitica riflessiva”\, teorizzato nel volume Noi\, gli Occidentali. Spunti per una geopolitica riflessiva\, nello specchio della Françafrique. È autrice di saggi e contributi pubblicati da editori quali DeriveApprodi\, Edizioni SEB27 e Sintesi Dialettica\, dedicati a conflitti\, frontiere\, migrazioni e geopolitica riflessiva.\nDal 2006 collabora con la casa editrice Einaudi come traduttrice di opere di storia\, antropologia\, geopolitica\, arte e scienze umane e sociali. Parallelamente lavora nel teatro come attrice\, formatrice e drammaturga\, sia in ambito sociale —\ncon scuole\, comunità e istituzioni — sia nell’ambito della produzione artistica. Si occupa inoltre di\ndivulgazione culturale e formazione\,collaborando con enti pubblici\, associazioni e istituzioni culturali\ndi rilievo nazionale.
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SUMMARY:LE MONDINE FAN LA STORIA - spettacolo
DESCRIPTION:Presso Teatro San Carlo\, piazza Carlo Bruna\, Casalborgone \n \nQuesto evento fa parte di SCAMBIARE SAPERI – opificio culturale diffuso – II edizione 2026 \nLa partecipazione è gratuita\, con possibilità di offerte libere a sostegno del progetto. \ntesto di Marco Gobetti\ncon\nMarco Gobetti\, attore\nNatalie Lithwick\, mezzosoprano\nStefano Beltrami\, violoncello\nmusiche originali e scelta dei canti di Marco Emanuele\nimmagini dipinte di Arianna Abbondati\nassistenza tecnica di Rui Albert Padul\ncon suggestioni dalle ricerche storiche di Sergio Negri \n  \nLe mondine furono donne sottoposte a condizioni di lavoro durissime\, ma capaci di riconoscersi come parte di una comunità\, di costruire solidarietà e di organizzarsi collettivamente. La conquista delle otto ore lavorative\, ottenuta centovent’anni fa\, fu il\nrisultato di una lotta condotta da lavoratrici consapevoli della propria forza e della necessità di unirsi ad altre lavoratrici e lavoratori.\nQuella storia di sfruttamento e di riscatto costituisce il punto di partenza per uno sguardo rivolto al presente: alle donne migranti\, alla tratta degli esseri umani\, alla prostituzione forzata e alle molte forme di ricatto e violenza che possono privare una persona della libertà\, della dignità e della possibilità di scegliere il proprio futuro. \nLe mondine fan la storia attraverso parola\, musica\, canto e immagini\, evoca  la lotta delle mondine per le otto ore lavorative e la nascita di una coscienza collettiva. \nPrima dello spettacolo alle h 17.00 si terrà lo scambio di sapere: Donne senza scampo: dalla tratta alla prostituzione forzata\,  dedicato alla condizione delle donne\, alle forme dello sfruttamento e ai percorsi di emancipazione che attraversano la storia\nfino al presente.\nL’incontro prende avvio da una domanda: che cosa significa parlare oggi di diritti femminili\, se non si tiene conto delle conquiste ottenute dalle donne che ci hanno precedute e delle disuguaglianze che ancora persistono? \nL’abbinamento tra i due momenti (scambio di sapere e spettacolo) nasce dal desiderio di costruire uno sguardo articolato\nsulla storia dei diritti delle donne: uno sguardo sul presente che non dimentichi le conquiste del passato e che sappia riconoscere\, nelle lotte di ieri\, strumenti e responsabilità per affrontare le ingiustizie di oggi. \n  \n  \nEvento in collaborazione con Piam Onlus e Comune di Casalborgone
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LOCATION:Teatro San Carlo – Casalborgone\, Piazza Carlo Bruna\, Casalborgone (TO)\, 10020\, Italy
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SUMMARY:DONNE SENZA SCAMPO: dalla tratta alla prostituzione forzata - scambio di sapere
DESCRIPTION:Presso Teatro San Carlo\, piazza Carlo Bruna\, Casalborgone \n \nQuesto evento fa parte di SCAMBIARE SAPERI – opificio culturale diffuso – II edizione 2026 \nLa partecipazione è gratuita\, con possibilità di offerte libere a sostegno del progetto. \n  \nScambio di sapere con Marie-Jeanne Balagizi e Alberto Mossino \nPrima dello spettacolo Le mondine fan la storia\, (h 21.00) uno scambio di sapere dedicato alla condizione\ndelle donne\, alle forme dello sfruttamento e ai percorsi di emancipazione che attraversano la storia\nfino al presente.\nL’incontro prende avvio da una domanda: che cosa significa parlare oggi di diritti femminili\, se\nnon si tiene conto delle conquiste ottenute dalle donne che ci hanno precedute e delle\ndisuguaglianze che ancora persistono? \nL’abbinamento tra i due momenti (scambio di sapere e spettacolo) nasce dal desiderio di costruire uno sguardo articolato\nsulla storia dei diritti delle donne: uno sguardo sul presente che non dimentichi le conquiste del passato e che sappia riconoscere\, nelle lotte di ieri\, strumenti e responsabilità per affrontare le ingiustizie di oggi. \nNon si tratta di sovrapporre esperienze storiche diverse\, ma di metterle in dialogo. Da una parte\, la memoria delle lotte operaie e femminili; dall’altra\, l’esperienza concreta di chi oggi lavora per proteggere le persone vittime di tratta e per accompagnarle verso l’autonomia. Il confronto permetterà di interrogarsi sulle continuità e sulle differenze tra le forme dello sfruttamento\, sui diritti conquistati e su quelli ancora da difendere\, sul valore della solidarietà e sulla responsabilità delle istituzioni e della società.\nA guidare questo dialogo saranno Marie-Jeanne Balagizi\, giurista\, mediatrice interculturale e attivista impegnata nella promozione dei diritti umani e nell’empowerment delle donne africane in Italia\, e Alberto Mossino\, tra i fondatori e figura di riferimento di PIAM ETS\, organizzazione attiva nella tutela delle persone migranti e nel contrasto alla tratta degli esseri umani.\nLe loro voci porteranno nel dibattito competenze\, esperienze e punti di vista diversi ma complementari: la prospettiva delle donne migranti e dell’attivismo\, quella dell’intervento sociale e della costruzione di percorsi di protezione e autodeterminazione.\n \nMARIE-JEANNE BALAGIZI è una figura di spicco nel panorama dell’attivismo e della mediazione interculturale in Italia\, riconosciuta per il suo impegno costante nella promozione dei diritti umani e nell’empowerment femminile. Laureata in Giurisprudenza\, svolge un ruolo centrale come fondatrice e coordinatrice del Forum delle Donne Africane Italiane e dell’associazione delle donne africane in Italia\, lavorando attivamente per contrastare pregiudizi e favorire l’integrazione. Ricopre l’incarico di ambasciatrice europea della Rete delle donne dell’Africa francofona e dalla sua partecipazione a\ndibattiti di rilevanza politica e sociale\, in cui porta la voce delle donne migranti per una società più equa. Grazie alla sua competenza come mediatrice culturale e al suo riconosciuto percorso di resilienza\, collabora con istituzioni e testate nazionali\, distinguendosi come autorevole punto di riferimento per le politiche di inclusione e la difesa della dignità umana. \nALBERTO MOSSINO è una figura di riferimento nel settore sociale e dell’inclusione\, legata alla nascita e allo sviluppo di PIAM Onlus — oggi PIAM ETS —\, organizzazione impegnata nella tutela delle persone migranti e nel contrasto alla tratta degli esseri umani. Attraverso il suo ruolo nell’associazione\, ha contribuito alla progettazione di percorsi di accoglienza\, protezione e\nautonomia rivolti soprattutto a donne vittime di sfruttamento e a persone in condizioni di vulnerabilità.\nLa sua attività si colloca all’incrocio tra intervento sociale\, diritti umani\, mediazione culturale e politiche di integrazione. Nel corso degli anni ha operato in rapporto con istituzioni pubbliche\, servizi territoriali e realtà del terzo settore\, promuovendo modelli di inclusione fondati sulla dignità e sull’autodeterminazione. L’esperienza maturata con PIAM lo qualifica come una voce autorevole nel panorama nazionale dell’accoglienza e della lotta alla tratta. La sua azione ha inoltre contribuito a\nrafforzare ad Asti e in Piemonte una rete territoriale specializzata nella protezione delle persone vulnerabili. \n  \nEvento in collaborazione con PIAM Onlus e Comune di Casalborgone
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SUMMARY:IL RATTO DELLE SABINE: LE RADICI DI UNA VIOLENZA - Scambio di sapere
DESCRIPTION:presso Unione Culturale “Franco Antonicelli”\, via Cesare Battisti 4 – Torino \n \nQuesto evento fa parte di SCAMBIARE SAPERI – opificio culturale diffuso – II edizione 2026 \nLa partecipazione è gratuita\, con possibilità di offerte libere a sostegno del progetto. \n  \nRagionamento pubblico sulle radici della violenza di genere\, a partire dal mito del ratto delle Sabine. Un racconto antico diventa occasione per riflettere sul patriarcato\, sui rapporti di potere e sulle dinamiche sociali che ancora oggi condizionano la vita delle donne e degli uomini. È anche un momento di creazione pubblica\, in cui l’autrice della futura lezione recitata omonima organizza e mette in relazione pensieri\, materiali e suggestioni\, condividendone con il\npubblico il processo di elaborazione.\n\nAlle origini di Roma\, dopo il fratricidio\, la storiografia racconta un episodio di violenza\, il ratto delle sabine. Con un inganno\, i giovani romani rapiscono e violentano le giovani donne del popolo sabino: segue una guerra\, un patto tra i due popoli e la pace. E le donne? Anche le donne hanno un ruolo in questo evento. Il ratto delle Sabine può essere considerato un mito fondativo volto a spiegare le origini delle usanze nuziali attraverso la ritualizzazione di un’azione violenta: il rapimento prefigura\nla norma dei matrimoni esogamici – ovvero unioni contratte al di fuori della sfera di parentela o del clan di appartenenza – e il matrimonio sostituisce la promiscuità sessuale\, cristallizzando i modelli comportamentali di uomini e donne nella società. Tale episodio può inoltre essere letto come l’archetipo della violenza di genere\, destinato a rimanere un paradigma di violenza sostanzialmente impunita. Intorno a questo episodio\, è possibile raccogliere molte riflessioni sulla natura del patriarcato\, sul ruolo subordinato delle donne nella famiglia e nella società\, non soltanto nel mondo antico ma soprattutto oggi: un fil rouge lega le sabine a tante giovani donne sposate contro la loro volontà\, a tante donne la cui voce viene spenta. E i sovranismi che sembrano conquistare il mondo alimentano modelli di società tradizionali\, con ruoli femminili irrigiditi all’interno della vecchia cornice casa-famiglia. \nSILVIA GIORCELLI BERSANI è professoressa ordinaria di Storia romana presso il Dipartimento di Studi Storici dell’Università degli Studi di Torino\, dove insegna Storia romana nei corsi di laurea triennale e magistrale ed Epigrafia latina. La sua attività scientifica si concentra principalmente sulla storia politica\, sociale e culturale del mondo romano\, con particolare attenzione all’età imperiale\, nonché sullo studio delle iscrizioni latine come fonti fondamentali per la ricostruzione storica.\nNel corso della sua carriera accademica ha svolto numerose attività di ricerca e ha ricoperto diversi incarichi istituzionali all’interno dell’Università degli Studi di Torino. È autrice di numerosi saggi e pubblicazioni scientifiche dedicate alla storia romana\, all’epigrafia latina e alla ricezione del mondo antico. La professoressa Giorcelli Bersani partecipa regolarmente a convegni\, seminari e iniziative di divulgazione culturale\, contribuendo alla diffusione degli studi sul mondo antico presso il pubblico specialistico e non specialistico. È inoltre coinvolta in importanti progetti di ricerca nazionali\, tra cui\nil progetto PRIN 2022 #EtiamEgo\, del quale è principal investigator. La sua attività si inserisce in una più ampia rete di collaborazione con istituzioni accademiche e culturali italiane\, tra cui l’Accademia delle Scienze di Torino\, di cui è socia. Per il suo ruolo di docente\, ricercatrice e divulgatrice\, Silvia Giorcelli Bersani rappresenta una figura di riferimento nel campo della storia romana e dell’epigrafia latina in Italia.
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LOCATION:Unione Culturale “Franco Antonicelli” – Torino\, via Cesare Battisti\, 4\, Torino\, 10123\, Italy
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SUMMARY:I MONDI ADDOSSO DI LUCA RASTELLO - lezione recitata
DESCRIPTION:Replica riservata a studenti del Liceo Scientifico “Antonio Gramsci” di Firenze\nnell’ambito del progetto “Teatri Mobili nelle Periferie di Firenze” a cura di Teatro Mobile \ntesto di Leonardo Casalino\, Franco Pezzini\ncollaborazione drammaturgica e interpretazione Marco Gobetti\nassistente alla messa in scena Beauty Wanitta \n2025 | Produzione de Lo stagno di Goethe – ets con Fondazione Istituto Piemontese A. Gramsci e Unione Culturale Franco Antonicelli \nLuca Rastello\, nella sua pur breve vita\, è stato tante cose: scrittore\, operatore umanitario e giornalista\, come inviato per diversi giornali in paesi dell’ex-Jugoslavia\, dell’Asia centrale\, dell’Africa e dell’America latina. Oltre che direttore di “Narcomafie”\, de “L’Indice dei libri del mese” e della testata on line “Osservatorio Balcani”.\nSin da giovane ha cercato di conoscere e capire il mondo in cui viveva\, per potere raccontarlo e\, al contempo\, agire per migliorarlo. “Sporcarsi sempre le mani” era per lui un imperativo fondamentale\, a cui ha sempre cercato di adeguare le scelte della vita.\nLa lezione recitata I MONDI ADDOSSO DI LUCA RASTELLO vuole essere il tentativo di raccontare anche a coloro che non hanno conosciuto Luca Rastello\, o non hanno ancora scoperto i suoi scritti\, il senso che ha avuto per lui scrivere e agire. Un senso che può fornire ancora strumenti critici efficaci per riflettere sul nostro presente. \nVedi scheda dettagliata \nVedi tutte le lezioni recitate
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LOCATION:Liceo Scientifico “Antonio Gramsci”\, Via del Mezzetta\, 7\, Firenze\, 50135\, Italy
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SUMMARY:RSA: Rimasta Sei Accanto - interviste
DESCRIPTION:Presso RSA Il Giglio\, via Colombaro 4\, Albugnano \nQuesto evento fa parte di SCAMBIARE SAPERI – opificio culturale diffuso – II edizione 2026 \nLa partecipazione a questa fase del progetto è riservata agli ospiti della RSA Il Giglio. Seguiranno nei giorni 4 e 5 dicembre restituzioni aperte a un pubblico più ampio\, tutte le informazioni si trovano in questa pagina e nel calendario dei Prossimi Eventi \n  \nIncontri e interviste dell’antropologa Anna Delfina Arcostanzo alle/gli ospiti della Rsa Il Giglio di Albugnano. \nIl dialogo ruota intorno alla figura della mamma\, alla sua immagine archetipica e sulla sua capacità di imprimersi per sempre nella memoria\, nell’immaginario e nella storia di ciascun individuo\, nasce dalla volontà di dare corpo a quanto emerso nel corso dello Scambio di Saperi condotto da Marco Gobetti il 18 novembre 2025 presso la RSA di Albugnano. \nIn quella occasione\, lo scambio è stato registrato: i saperi e le conoscenze raccontate dagli ospiti sono un materiale ricchissimo in cui sono rintracciabili riferimenti a professioni\, saperi\, ruoli sociali\, eventi politici e storici\, sistemi relazionali\, tradizioni. Tuttavia\, ad essere emerso come il tratto comune a questi racconti così diversi tra loro è qualcosa che sorprende e che non ha a che vedere con i saperi o le professioni che ne erano oggetto. In ognuno vi è la traccia indelebile di una presenza: quella della mamma. Ciascuno finisce per parlarne\, a distanza di decenni dalla sua scomparsa. Una presenza che permea la memoria\, il racconto di sé\, che nutre per sempre\, evidentemente\, e a distanza di decenni dal suo ruolo generativo primario\, l’identità e l’immaginario. \nIl progetto “RSA: Rimasta Sei Accanto” prevede\, quindi\, un ritorno alla casa di riposo di Albugnano per un lavoro di approfondimento (in questo caso\, a condurre le interviste sarà un’antropologa)\, per una raccolta di quelle storie di vita e di quelle autobiografie riconosciute\, oggi\, come uno strumento imprescindibile per le discipline antropologiche ma che\, soprattutto\, sono e rimangono il patrimonio di una comunità\, una ricchezza che chiede di essere valorizzata e condivisa. \nSeguirà una progressiva apertura del dialogo al pubblico\, a cittadini di tutte le età con le seguenti restituzioni dedicate e modulate sul pubblico via via incontrato: \n04/12/2026 Ore 10:30\nCastelnuovo Don Bosco\, IIS Andriano\nper studenti e studentesse dell’Istituto Andriano di Castelnuovo Don Bosco\, corso “Servizi per la sanità e l’assistenza sociale” \n05/12/2026 Ore 16:30\nAlbugnano\, Residenza Il Giglio\nper i residenti in struttura con i loro familiari ed operatrici ed operatori della struttura \n05/12/2026 Ore 21.00\nAlbugnano\, Enoteca Regionale dell’Albugnano\, Via Roma 9\naperto a cittadini/e di tutte le età \n  \nIl lavoro in casa di riposo e la sua restituzione pubblica si rivelano dunque efficaci su un duplice\npiano: da una parte restituiscono all’anziano una percezione soggettivamente valorizzabile e\noggettivamente valorizzata; dall’altra\, poiché il dialogo pubblico “esce” volutamente dalla casa di\nriposo e dalla cerchia dei suoi protagonisti\, poiché incontra la comunità tutta\, ottiene un effetto non\nsecondario\, ovvero quello di sollecitare nella collettività un ri-valorizzare la figura dell’anziano e una\nmaggiore integrazione della Rsa nella vita e nello spazio cittadino.\nIl progetto “RSA: Rimasta Sei Accanto” porta fuori dalla casa di riposo le storie e le persone\nche vi trascorrono la fase delicata di una lunga esperienza di vita\, invita e interroga chi sta\nfuori sulla natura di una relazione primaria\, quella con la mamma (e non solo su quello)\,\nsfonda il muro di cinta che rende stagna la tenuta di una separazione\, quella tra l’anziano e\nil resto della società\, tanto arbitraria quanto svantaggiosa per tutti. \n  \nANNA DELFINA ARCOSTANZO\, classe 1975\, è antropologa\, autrice\, traduttrice\, formatrice e operatrice culturale\, con esperienza maturata in ambito nazionale e internazionale.\nHa conseguito la laurea in Lettere Classiche presso l’Università degli Studi di Torino\, discutendo una tesi in Antropologia culturale. Ha svolto attività di ricerca sul campo in Burkina Faso e frequentato il dottorato in Antropologia Sociale presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi.\nNel 2013 ha conseguito il Master universitario di secondo livello in Peace Building Management presso la Pontificia Facoltà Teologica “San Bonaventura” di Roma\, in collaborazione con Europa2010 e Croce Rossa Italiana. Nello stesso anno ha ottenuto dalla Croce Rossa Italiana il titolo di Consigliere Qualificato per l’applicazione del Diritto Internazionale Umanitario nei conflitti armati e nelle operazioni di risposta alle crisi. Nell’ambito del Master in Peace Building Management ha inoltre svolto attività di docenza presso la Pontificia Università “San Bonaventura”.\nCome libera professionista svolge consulenze e collaborazioni per enti pubblici\, società private\, scuole\, università\, associazioni e istituzioni culturali\, nel campo delle scienze sociali e umane applicate. Si occupa in particolare di ricerca territoriale e studi di terreno\, consultazione e animazione delle comunità locali\, sondaggi\, analisi del capitale sociale\, report di sostenibilità e processi partecipativi.\nPromuove la diffusione di un approccio riflessivo all’analisi della contemporaneità\, attraverso il concetto di “geopolitica riflessiva”\, teorizzato nel volume Noi\, gli Occidentali. Spunti per una geopolitica riflessiva\, nello specchio della Françafrique. È autrice di saggi e contributi pubblicati da editori quali DeriveApprodi\, Edizioni SEB27 e Sintesi Dialettica\, dedicati a conflitti\, frontiere\, migrazioni e geopolitica riflessiva.\nDal 2006 collabora con la casa editrice Einaudi come traduttrice di opere di storia\, antropologia\, geopolitica\, arte e scienze umane e sociali. Parallelamente lavora nel teatro come attrice\, formatrice e drammaturga\, sia in ambito sociale —\ncon scuole\, comunità e istituzioni — sia nell’ambito della produzione artistica. Si occupa inoltre di\ndivulgazione culturale e formazione\,collaborando con enti pubblici\, associazioni e istituzioni culturali\ndi rilievo nazionale.
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